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SPIRITUALITA’
ESTREMA

In
questo testo Tolly Burkan, il padre del firewalking, conduce il lettore
attraverso una serie di attività estreme, che hanno lo scopo di
facilitare il risveglio e la consapevolezza del proprio potere personale
e del proprio potenziale, anche nella vendita..
Pur
non essendo un testo che tratta specificatamente la formazione vendita,
offre numerosi otivi per applicare ciò che sostiene al mondo delle
tecniche di vendita. In effetti potrebbe essere considerato un testo, un
pò estremo, di formazione vendita.
Camminare
sui carboni ardenti o su un tappeto di vetri rotti, rompere lastre di
pietra e mattoni a mani nude, radersi il capo, amare il proprio nemico,
digiunare, passare del tempo nella capanna sudatoria, fare skydiving,
spezzare una freccia con il lato appuntito posto contro la propria gola,
far penetrare un oggetto attraverso il proprio corpo, sono alcune delle
pratiche di spiritualità estrema descritte nel testo.
Per
oltre trent’anni Tolly Burkan si è impegnato nello sviluppo del
potenziale umano attraverso attività considerate estreme.
In
questo incredibile manuale l’autore ci spiega come andare oltre quelli
che riteniamo siano i limiti delle nostre capacità, con qualcosa di
molto più difficile che camminare sui carboni ardenti: superare i
nostri limiti e le nostre paure, fino a farci scoprire come possiamo
sentirci più vivi spiritualmente, come trarre il meglio da ogni
situazione (anche se apparentemente disperata), come aumentare la
capacità di guarire noi stessi e gli altri.
CHE
COS’E’ LA SPIRITUALITA’ ESTREMA?
Oramai
molte persone hanno camminato sui carboni ardenti, spezzato frecce con
la gola, praticato lo skydiving, spezzato mattoni a mani nude.
Cosa
significa tutto ciò? Ci stiamo avvicinando alla nostra vera natura?
Dimostriamo che la paura è solo una creatura della nostra mente? Che i
nostri veri limiti sono molto al di là di dove siamo abituati a
posizionarli?
Questo
libro ha lo scopo di stimolare, sfidare, stupire e scioccare il lettore,
man mano che ne leggerà le pagine.
L’autore,
da decenni è impegnato a dimostrare come fare ad attingere al proprio
pieno potenziale, per raggiungere risultati straordinari.
Il
nostro “io spirituale” (la parte più importante di noi stessi) è
rivestita dall’ “ego” (la porzione meno significativa di noi
stessi, che è anche la sede dei nostri desideri triviali).
La
maggior parte delle persone si identifica con l’ego, ritenendolo
l’unica manifestazione di sè, e così dimenticandosi della parte di
maggior valore, quella eterna, che non muore mai, superiore ad ogni
evento, che è la nostra vera essenza.
Attraverso
le pratiche di spiritualità estrema descritte in questo testo, si
accelera la morte dell’ego, per lasciare finalmente spazio all’io
spirituale, che nulla può minacciare o ferire, e che è in grado di
rivelarci una visione del mondo completamente diversa.
Facendo
morire l’ego, finalmente ci si può identificare con l’eternità che
risiede dentro di sè, abbracciando un’esistenza infinitamente
migliore, senza sofferenza ed autolimitazioni.
Molte
persone non riescono ad immaginare che esista un modo di sperimentare la
realtà diverso da come l’hanno sperimentata sino ad ora, che sia
possibile essere liberati dall’opprimente universo noto, che viene
creduto l’unico possibile.
Passando
attraverso le esperienze descritte da Tolly Burkan, ci possiamo
finalmente aprire a una consapevolezza diversa, una consapevolezza che
consente di ricreare il proprio universo affinchè sia un universo di
gioia e di realizzazioni estreme, anzichè un universo di sofferenza.
FATE
ATTENZIONE, ASPETTATEVI IL MEGLIO E BUTTATEVI!
Fino
al 1492, le persone credevano che la terra fosse piatta e che, navigando
oltre un certo limite, si sarebbe precipitati.
Cristoforo
Colombo, per mezzo di un’esperienza personale, dimostrò che questa
credenza collettiva era errata. Dalla scoperta delle Americhe, questa
credenza cessò di esistere.
La
maggior parte delle persone crede che, camminando su carboni ardenti a
temperature di centinaia di gradi, ci si debba per forza ustionare. Chi
accetta di passare attraverso una tale esperienza (beninteso, a seguito
di una precisa preparazione emotiva e pratica) e si rende conto di
essere rimasto indenne, acquisisce un potere personale enorme e non è
più capace di tornare alla vecchia credenza.
Le
credenze sono idee preconcette attraverso le quali filtriamo la nostra
realtà quotidiana. In effetti, permettiamo alle credenze (veri e propri
programmi del nostro cervello) di creare la realtà che sperimentiamo
continuamente.
Quando
prendiamo una decisione, stiamo letteralmente programmando il nostro
biocomputer!
Facendo
attenzione a come si usa la propria mente, diviene evidente di come
ognuno crea la propria realtà. Ciò avviene focalizzandosi su certe
cose e non su altre.
Se
siete seduti in un ristorante fumoso, siete in grado di impedire a voi
stessi di godervi il pasto se vi concentrate sul fumo.
Forse,
fuori della finestra c’è un magnifico tramonto. Concentrandosi sul
tramonto invece che sul fumo è possibile cambiare la propria
esperienza, rendendola un’esperienza di gioia anzichè di fastidio.
La
verità è che siamo noi a creare la nostra realtà e le nostre
esperienze di vita, e facciamo ciò spesso inconsciamente.
In
aggiunta a ciò, quando creiamo pensieri positivi, stimoliamo la
produzione di certe sostanze biochimiche, che ci danno sensazioni
piacevoli. Al contrario, i pensieri negativi stimolano la produzione di
altre sostenze, che fanno vivere un senso di malessere.
Pertanto,
chi nutre pensieri positivi vive letteralmente in un ambiente biochimico
migliore di chi pensa negativamente.
ACCETTARE
VOLENTIERI LE PROVE
L’estrema
spiritualità prevede che non ci si accontenti di accettare
semplicemente le sfide; richiede che le sfide estreme vengano cercate continuamente, per procedere sul sentiero
dell’autosviluppo.
Queste
esperienze ci mettono alla prova e ci consentono di separare il nostro
ego dalla nostra consapevolezza cosciente, per accedere a livelli di
qualità della vita sempre più elevati.
Quando
si raggiunge la convinzione di essere degni d’amore e di meritare di
vivere delle esperienze positive, si inizia a riprogrammare il proprio
bio-computer, in modo che ciò che si desidera di più venga ottenuto.
Vivere
in questa nuova dimensione significa vivere in uno stato di Grazia.
Essa
permette di scovare le sfide necessarie alla propria evoluzione, e
fornisce l’energia per superarle.
Bisogna
sempre ricordare che l’ego è soltanto un filtro, che permette di
sperimentare solo ciò che esso ha deciso.
Si
ode solo ciò che l’ego desidera si oda, si sente solo ciò che
l’ego desidera si senta, si vede solo ciò che l’ego desidera si
veda.
La
morte dell’ego permette di raggiungere il massimo del rendimento,
perchè si comprende ciò che si è davvero, separati dalla propria
programmazione.
RIDEFINIRE
CIO’ CHE E’ POSSIBILE
In
una nota trasmissione televisiva, fui invitato ad effettuare uno show
sul firewalking, come testimonianza su come usare le sfide per
raggiungere il proprio sviluppo personale.
Come
ospiti c’erano alcuni altri personaggi, uno dei quali dimostrò come
fosse possibile infilarsi nella mano un ago da lana di dodici
centimetri, senza dolore nè spargimento di sangue.
Ovviamente
ciò provocò un’ondata di disgusto in chi assisteva alla
trasmissione, mentre l’individuo che si era infilato l’ago era
raggiante, quasi in estasi. Ciò che aveva provocato il disgusto era un
dolore emotivo, non fisico.
Sono
le prove di questo tipo a dare forza; si scopre come funzioni la propria
mente, e si può usare questa consapevolezza per interagire in modo
molto più positivo cn la vita.
E’
forse già capitato a molti di essersi autolimitati dicendo a sè
stessi: “questo sarà duro” oppure “questo sarà difficile”.
Il
problema che avevo bisogno di superare era proprio questo, e sedendo con
l’ago puntato contro la pelle, sapevo che l’ago stesso avrebbe
potuto aiutarmi. Tuttavia non riuscivo a spingere con la forza
necessaria a far penetrare l’ago da una parte della mano, per farlo
uscire dall’altra.
Pregai
per ottenere forza, e dal profondo di me udii una voce che diceva:
“lascia che sia facile”.
In
effetti, non mi era mai venuto in mente che una cosa del genere potesse
essere facile!
Ad
un certo punto, spinsi l’ago! Con grande stupore, l’ago mi attraversò
la mano come un coltello caldo nel burro! Niente dolore, niente sangue.
Rispetto
a tutte le altre sfide di questo testo, conficcarmi un ago nella mano è
stata quella più difficile.
Mi
resi conto di colpo di quanto avessi bisogno di smettere di ripetere a
me stesso che le cose sarebbero state difficili.
In
effetti, conficcarsi un ago nella mano non produce nessun vantaggio
pratico. E’ un’abilità della quale non ci sarà spesso bisogno,
nella vita.
Tuttavia,
in questo modo scopriamo come funziona la nostra mente, e possiamo usare
questi stati d’animo potenzianti per interagire con maggior successo
con le persone e gli eventi della nostra vita.
Una
volta che vediamo in quale maniera noi stessi ci limitiamo, possiamo
operare i cambiamenti necessari per cominciare a ottenere risultati
fuori della norma.
NON
AVERE OPINIONI
La
realtà è come la crea ognuno di noi. Quel che qualcuno chiama cibo,
per altri può essere velen; quel che qualcuno chiama divertimento, per
altri può essere una noia mortale; quel che qualcuno chiama gioia, per
altri può essere fatica o sofferenza.
Dipende
tutto da come è stato programmato il nostro ego.
C’è
una situazione difficile con la quale siete stati costretti a fare i
conti nella vostra vita?
Siete
stati in grado di cambiare il modo di percepire tale situazione,
usandola come un trampolino per la crescita?
I
giudizi limitano l’esperienza della vita di ognuno, isolando le
persone da altre esperienze e rendendo loro difficile capire i punti di
vista degli altri.
Nei
miei seminari uso molti sistemi per aiutare le persone a superare la
loro ira e i loro giudizi, tuttavia il più efficace consiste nel
formare un cerchio, e dichiarare di voler mettere alla prova l’abilità
delle persone di sospendere ogni giudizio.
A
quel punto viene fatto passare un bugliolo contenente delle feci di
cane.
In
condizioni normali ben pochi accetterebbero di annusarlo mentre, in un
contesto come quello dei miei seminari, le persone riescono a viverlo
come un modo per raggiungere una spiritualità estrema.
I
risultati sono stupefacenti.
Chi
ha la tendenza ad ergersi a giudice sviluppa una mentalità ristretta e
nevrotica. Limitano ciò che sono disposti a sperimentare, soffocando
così il proprio sviluppo.
Invece
di fuggir via da quelle che normalmente vengono giudicate situazioni
spiacevoli, potete considerarle delle opportunità per lavorare su voi
stessi, liberandovi dai vostri giudizi e dai limiti che essi provocano
nella vostra vita.
ANDARE
AL DI LA’ DEL PARADOSSO
La
crescita personale è simile allo sbucciare i vari strati di una
cipolla: ogni volta che viene rimosso uno strato completo, se ne rivela
un altro.
Il
processo di realizzazione del proprio pieno potenziale non termina mai:
se siete ancora vivi, potete ancora crescere.
Ci
sono obiettivi che avreste voluto realizzare, ma non avete preso in
considerazione ritenendoli troppo difficili?
Se
così fosse, vi consiglio di cambiare questa programmazione con una che
vi faccia asserire che tutto è possibile. E’ semplicemente una
questione di strategia.
Esplorando
il modo di rendere possibil l’impossibile, ho scoperto una pratica dei
Nativi americani che, per dimostrare di essere diventati adulti,
ponevano una freccia con la punta contro la propria gola, e poi
appoggiavano l’altra estremità ad un albero. Dopodichè spingevano in
avanti con tutta la forza della quale erano capaci e, anzichè rimanere
impalati e soffrire una morte dolorosissima, la freccia si spezzava!
Sembra
miracoloso! Sebbene le leggi della fisica possano spiegare ciò, tale
spiegazione non influisce sull’assoluto stupore che sopraffà
chiunque, la prima volta che fa qualcosa che aveva percepito come
impossibile.
La
prima volta che misi la freccia contro la mia gola, in modo che la
fredda punta spingesse nella morbida V sotto il pomo d’Adamo, la mia
mente razionale iniziò subito a urlare: “Impossibile,
impossibile!”.
Cominciando
a spingere, queste voci si facevano assordanti (la mia mente razionale
aveva preso il sopravvento) tanto
che mi ritirai immediatamente.
Presi
coscienza di tutte le voci che avevo in testa, e che dicevano. “E se
non si spezza? E se mi trafiggo? E se ...”.
Gridai
forte: “Silenzio!” e contemporaneamente spinsi con tutta la forza
che avevo. Il mio ego, in quell’istante, chiuse il vecchio programma
autosabotante “Oh, no!” ed iniziò ad utilizzarne un altro,
fortemente potenziante che diceva: “Oh si, questo è ciò per cui mi
sono preparato, questo è l’ostacolo che è mio destino superare!”.
Ci fu una frazione di secondo di dolore, e la freccia si spezzò,
lasciandomi illeso e completamente felice!
Cambiando
il mio modo di pensare, cambiai anche le reazioni del mio corpo e fui in
grado di spingere fino a superare la resistenza del mio ego e,
finalmente, a spezzare la freccia.
Ogni
volta che mettete alla prova la vostra forza e il vostro spirito nello
sforzo di crescere, il vostro ego vi si para davanti, per tenervi
inchiodati dove siete ora.
Mentre
date l’ultima spinta in avanti, non solo spingete la punta della
freccia in uno dei punti più vulnerabili del vostro corpo, spingete
anche contro i limiti che vi siete autoimposti.
CREARE
MOMENTI COSCIENTI
Certi
tipi di meditazione portano le persone nel qui e ora. Il qui e ora evita
di disperdere attenzione ed energia in direzioni improduttive di
risultati, e ci fornisce il massimo delle risorse per raggiungere i
nostri obiettivi.
Camminare
su schegge di vetro è un modo estremo di arrivare al qui e ora,
mettendo in moto un livello di attenzione mai raggiunto prima.
Con
un martello, ho frantumato bottiglie, bicchieri, tazze e ne ho riepito
una carretta.
Con
il rastrello spargo i frammenti di vetro su un sentiero, e poi dimostro
come camminarci sopra.
A
questo punto invito le persone a camminare a loro volta sui frammenti, a
piedi nudi.
Approcci
di questo tipo alla spiritualità estrema non hanno niente a che fare
con il coraggio; anzi, spesso ci vuole più coraggio a desistere, quando
tutti i propri amici hanno fatto l’esperienza.
Il
vetro richiede movimenti lenti e coscienti di estrema attenzione; le
persone non stanno imparando a fare attenzione, fanno attenzione e
basta.
Le
schegge di vetro diventano il trainer, e ciò facilità l’avere delle
intuizioni ad un livello molto profondo, che modificheranno per sempre
la nostra rete di credenze autosabotanti.
Quando
si è imparato a vivere la propria vita senza che l’ego limiti le
percezioni e i risultati, appare la vera natura delle cose.
Questa
natura è una natura di gioia, di possibilità, di realizzazione piena,
di assenza di limiti e programmazioni autosabotanti.
Raggiungendo
questo stato, non si percepisce più uno stato di separazione tra il sè
e l’Universo, bensì ci si rende conto di possedere, al proprio
interno, una parte di natura Universale, Divina.
Acquisendo
questa consapevolessa, ed allineando desideri, valori ed energia,
possiamo diventare inarrestabili.
RISVEGLIARSI
TRAMITE ESPERIENZE INSOLITE
Il
firewalking, lo skydiving, gli aghi, sono tutte metodologie poco usuali
per ottenere il risveglio.
Analogamente,
utilizzare dei casinò per perseguire scopi spirituali può apparire
inconsueto e bizzarro.
Tuttavia
una slot machine può essere agevolmente usata come apparecchio per il
biofeedback: in fondo, sono guidate dalla stessa energia che guida
qualsiasi altra cosa nell’universo.
Ricordate
come il nostro atteggiamento possa influire sull’equilibrio biochimico
del nostro organismo? Dal momento che il nostro corpo non è altro che
un contenitore di impulsi elettrochimici, non dovrebbe sembrare così
strano che si possa influenzare un congegno elettromeccanico. Lo stato
elettrochimico che generiamo con i nostri pensieri influenza non
soltanto il nostro corpo, ma anche ciò che accade intorno a noi.
Occorre
partire dalla premessa che non sarà qualcun altro a incere al vostro
posto, qualcuno che magari meriti di vincere più di voi.
Il
denaro diventa una metafora dell’amore, e queste prove permettono alle
persone di esaminare i propri problemi relativi ai sensi di colpa, di
indegnità e di
inadeguatezza e rendersi conto di come l’ego crei la loro realtà.
Quando
si impara a chiedere la grazia ed ad accettarla, l’amore arriva sotto
forma di denaro.
Le
persone imparano a ringraziare per tutto ciò che accade nella loro vita
in quanto in ogni esperienza, soprattutto in quelle negative, si possono
trovare le opportunità di crescere e quindi di ricevere grazia e amore.
Le
slot machines contengono un processore chiamato REG (Random Event
Gererator, generatore di eventi casuali).
Un
fisico del Texas, Hekmut Schmidt, ha condotto degli esperimenti per
verificare se siamo o meno in grado di controllare il REG con le nostre
menti. Questa riicerca, durata oltre vent’anni, ha stabilito che
possiamo influenzare il chip usando nient’altro che il pensiero.
Perciò,
se una persona crede che qualcun altro vincerà il jackpot al proprio
posto, allora la macchina risponderà a ciò. Gli schemi di pensiero che
ci dicono che ci meritiamo un’enorme ricchezza, oppure no, sono gli
stessi che ci fanno sperimentare un sentimento di cuore aperto e di
amore, oppure no.
Più
amore si dà, più se ne riceve. La propria quantità di amore non può
mai esaurirsi.
Se
tenete in mano una candela accesa, cento persone possono avvicinarsi con
altrettante candele spente, metterle nella fiamma della vostra e andare
via con la propria fiamma. Anche dopo averne dato un pò a cento
persone, la vostra fiamma non si è affievolita.
Spero
dunque che decidiate di vivere con il cuore aperto. Si riceve un enorme
potere semplicemente prendendo questa decisione, e non importa il campo
nel quale verrà fatto: la carriera, i rapporti familiari, i soldi.
Ogni
volta che si prende una decisione, in effetti, si programma il proprio
biocomputer.
FAR
SALTARE I LIMITI DEL PROPRIO EGO
Virginia
frequentò uno dei miei seminari sul massimo rendimento. Aveva allora
sett’antanni, un corpo molto fragine ed un leggero tremore.
Usando
alcune delle tecniche contenute in questo libro, e dopo poco meno di
dieci minuti di istruzioni, riuscì a spezzare un mattone con la mano
nuda.
Mentre
spezzano tavole e mattoni a mani nude, le persone si rendono conto di
quanto l’ego limiti le prestazioni di ognuno.
Il
nostro ego vuole che crediamo che soltanto chi ha un grande allenamento
nelle arti marziali possa, con un colpo solo, spezzare in due tavole e
mattoni.
Prima
di spezzare il mattone, Virginia aveva già spezzato una tavola, che
naturalmente è un pò più facile. Avvicinandosi al mattone, disse
esitando: “Non so se posso farlo, ma ci provo”.
In
quel momento, l’ego rivelò il modo in cui interferisce con il massimo
rendimento, con il successo.
Come
conseguenza della programmazione del cervello di virginia, l’ego stava
determinando il modo in cui lei avrebbe percepito quella situazione, e
in definitiva l’energia che avrebbe avuto a disposizione.
L’ego
determina la quantità e la qualità dell’energia che abbiamo a
disposizione. Il termine “provo” implica uno spazio per
l’insuccesso, insinua l’idea del possibile fallimento. Mira a un
tentativo, più che a un risultato. Satura i pensieri di dubbi e
indecisioni.
Nessuna
sorpresa se, in queste condizioni, si fallisce.
Il
mattone è una metafora, come nel caso di altri ostacoli, e rappresenta
tutte le situazioni della vita nelle quali si rende meno del 100%,
oppure ci si ritira perchè ci si sente intimoriti.
Quando
ci si prepara ad affrontare una sfida, occorre prestare attenzione al
programma che l’ego sta usando.
Se
è un programma di timore, o di paura, questo sentimento va prima
riconosciuto per quello che realmente è: un ostacolo tra noi e i nostri
sogni e obiettivi.
Se
si affronta il mattone in preda al dubbio, la propria mano naturalmente
rallenterà all’approssimarsi dell’ostacolo, e non avrà la velocità
e la forza sufficiente per spezzarlo. In questo modo, ci si farà male
alla mano, e il mattone non si spezzerà.
Quindi,
una volta riconosciuto il programma limitante, bisogna chiuderlo
immediatamente, utilizzando un nuovo programma: la paura va canalizzata,
in forma di energia positiva, per superare gli ostacoli e
raggiungere le proprie mete.
Termini
come “lo faccio”, “voglio farlo” rappresentano il nuovo
programma.
Quando
Virginia cominciò a visualizzare i suoi venti centimetri sotto il
mattone, stava guardando oltre il proprio ostacolo, e stava
contemporaneamente affermando che avrebbe usata tutta la sua forza per
raggiungere il proprio obiettivo.
Qui
sta il punto: in questo modo la sfida si affronta disponendo del massimo
potere possibile. Con concentrazione e fiducia assoluta, Virginia vibrò
il proprio colpo, e naturalmente il mattone si spezzò.
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