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COME OTTENERE IL MEGLIO DA SE’ E DAGLI ALTRI
In
questo testo Anthony Robbins, uno dei padri della formazione
motivazionale, affronta una serie di argomenti legati principalmente
all’utilizzo delle grandi risorse che ognuno possiede, ma delle quali
spesso non è consapevole.
Alcune
delle tecniche illustrate sono particolarmente valide se utilizzate nel
settore della vendita.
In particolare, facendo appello ad una serie di tecniche
che derivano direttamente dalla Programmazione Neurolinguistica, fornisce
dei validi strumenti per migliorare la propria condizione psicofisica,
aumentare la propria efficacia nel raggiungimento delle mete che ci si
prefiggono, e contemporaneamente elevare la qualità della propria vita
personale e relazionale.
Robbins rende visibile al lettore un percorso di crescita
che, attraverso la consapevolezza prima e l’utilizzo di strumenti
innovativi poi, lo porta ad eliminare le zavorre che ne rallentano il
cammino, contemporaneamente presentando dei modelli applicativi che, se
utilizzati, ne accelerano di molto il cammino verso gli obiettivi,
personali e professionali, definiti.
Completano il testo alcune note informative circa il
Robbins Research Institute, costituito da Robbins stesso per effettuare
ricerche approfondite nel settore dell’umana eccellenza.
LA MERCE DEI RE
Questo
primo capitolo è un pò la presentazione del libro. In esso Robbins
delinea la struttura del testo stesso, ed enfatizza l’importanza del
sapere e del saper fare, al fine dell’ottenimento di risultati
eccellenti.
A
differenza di ieri, oggi sono alla portata di tutti innumerevoli fonti di informazione che consentono, a chi lo
desideri, di acquisire il knowhow
più aggiornato su ogni aspetto possibile dell’esistenza umana.
E
cosa potrebbe esserci di maggiormente importante per le persone che
acquisire un metodo che li proietti verso il successo e verso una vita
eccellente?
La
comunicazione interna (con noi stessi) ed esterna (con gli altri) è un
processo continuo, che porta ognuno a scambaiare informazioni con sè
stesso e gli altri, in un flusso incessante di dati.
La
comunicazione è potere: chi detiene questa abilità, può utilizzarla per
mutare la propria esperienza del mondo e l’esperienza che il mondo ha di
loro.
Chi
influisce sulla vita delle persone è chi ha imparato ad utilizzare
efficacemente questo strumento. Persone come Kennedy, Martin
Luther King, Roosevelt, Churchill, Gandhi.
Inoltre,
un elemento importante per l’ottenimento di qualunque risultato è
l’azione decisa, focalizzata e coerente che permette di ottenere
risultati straordinari.
In
aggiunta, le emozioni che proviamo sono un potentissimo driver di
comportamenti.
Oltre
a ciò, il perseverare sino a che non sia raggiunto l’obiettivo è un
elemento chiave del raggiungimento di qualunque meta.
La
pirobazia, praticata da secoli e secoli soprattutto a fini religiosi,
viene utilizzata nei seminari di crescita personale come un catalizzatore
per richiamare l’attenzione delle persone sul fatto che, spesso, non si
ottengono i risultati che si vorrebbero ottenere per una serie di
limitazioni autoimposte. Liberandosi di questi pensieri autosabotanti
l’individuo si prepara ad evolvere verso una vita eccellente.
La
pirobazia diventa la metafora della crescita: se questa impossibilità è
ora possibile, quante altre impossibilità presunte mi stanno inchiodando
al suolo, anziche permettermi di volare alto, verso l’eccellenza?
Il
successo non è frutto del caso; vi sono alcuni ingredienti essenziali:
1.
Passione – tutti coloro i quali raggiungono mete
elevate, sono guidati da uno scopo esaltante, infiammante, quasi
ossessivo, che le spinge a fare, a crescere, a essere sempre di più. Non
c’è grandezza senza l’appassionato desiderio di essere grandi, di
progredire fino all’eccellenza.
2.
Fede – la fede e le credenze di ognuno sono tra gli
aspetti che distinguono chi riesce da chi fallisce. Gli individui che
riescono sanno cosa vogliono, e ritengono di poterlo ottenere.
3.
Strategia – ogni grande politico, imprenditore, artista
sa che non basta possedere delle abilità; occorre anche utilizzarle in
maniera da massimizzarne il risultato.
4.
Chiarezza in fatto di valori – la coerenza tra i propri
obiettivi e i valori di fondo che li hanno originati è uno dei più
potenti propellenti per il successo, in ogni campo. Se le nostre azioni
sono allineate ai valori che possediamo, diventiamo inarrestabili.
5.
Energia – può essere dinamismo imprenditoriale (Trump,
Jobs) o potenza su un palco (Tina turner, Springsteen) oppure vitalità
politica (Reagan, Churchill). In tutti i casi diventa una forza potente
che porta gli individui a raggiungere il trionfo.
6.
Potere di legare – chi ha raggiunto il successo dispone
di un’abilità particolare: il potere di istituire rapporti, di legare a
sè persone di ogni tipo
7.
Dominio della comunicazione – il modo col quale
comunichiamo con noi stessi e gli altri determina in larga misura la
qualità delle noste esperienze.
LA DIFFERENZA CHE FA LA DIFFERENZA
Un uomo, correndo in moto sull’autostrada, per una
banale distrazione, tamponò un autocarro che lo stava precedendo e,
nell’urto, la benzina del serbatoio prese fuoco, avvolgendolo in un
turbinio di fiamme. Quando si svegliò, in un letto di ospedale, si ritrovò
con tre quarti del corpo ricoperte da terribili ustioni.
Superato
questo trauma, alcuni anni dopo ebbe un incidente aereo che lo lasciò
paralizzato dalla vita in giù.
Un
altro uomo, un uomo di spettacolo, favolosamente ricco e di grande
successo, conduceva una vita brillante all’insegna di un grande talento
e con un seguito internazionale. Negli anni ’70 si dedicò al cinema,
alla tv e alla musica, e anche in questi campi ottenne un successo
travolgente.
Dovunque
andasse, folle di persone in delirio lo osannavano.
Quale
di questi due uomini preferiresti essere? Credo che sia difficile che
qualcuno scelga il primo.
Tuttavia
il primo, che si chiama W.Mitchell, è una delle persone più vitali,
energiche, ricche e felici degli Stati Uniti. Da quando ha subito quei due
incidenti gode di maggior felicità di quella che la maggior parte delle
persone riesca a sperimentare nella propria vita. E’ stato persino
candidato al Congresso, nonostante il suo volto sfigurato.
Il
secondo individuo è uno che conoscono in molti, si chiamava John Belushi.
Egli era capace di arricchire moltissime vite, non però la propria. E
quando è morto, a 33 anni, dimostrava ben più della sua età.
Esteriormente, nulla gli mancava; dentro aveva il vuoto assoluto.
Esempi
come questi ce ne sono a centinaia.
E
dunque, qual è la differenza tra chi ha e chi non ha? Tra chi può e chi
non può? Tra chi fa e chi non fa?
A
fare la differenza è il modo col quale percepiamo ciò che ci accade.
Quando
W.Mitchell ha ricevuto l’informazione che tre quarti del suo corpo era
coperto da orribili ustioni, si è trovato a dover scegliere come
interpretare l’informazione stessa. Il significato dell’informazione
poteva essere rappresentato da un buon motivo per abbandonarsi alla
disperazione, per cessare di vivere.
Ma
W.Mitchell ha deciso di comunicare a sè stesso che il significato di
quell’esperienza aveva avuto uno scopo, che prima o poi gli avrebbe
procurato dei vantaggi ancora maggiori per il raggiungimento del suo fine,
che era quello di realizzare una grande crescita economica e
differenziarsi dal resto dell’umanità.
Il
risultato di questa comunicazione con sè stesso l’ha portato a
elaborare credenze e valori che hanno governato il resto della sua vita in
termini ottimistici, conducendolo a raggiungere mete straordinarie.
E
come ha fatto Pete Strudwick a effettuare la Pike’s Peak, la più grande
e impegnativa maratona al mondo, non avendo nè mani nè piedi? Ha
semplicemente gestito in maniera eccellente la propria comunicazione con sè
stesso: quando i suoi sensi gli inviavano segnali che in passato aveva
etichettato come sofferenza, limitazione, sfinimento, non ha fatto altro
che rietichettarne il significato, comunicando con il proprio sistema
nervoso in una maniera che gli ha permesso di terminare la durissima
prova.
La
PNL (Programmazione Neurolinguistica) studia le modalità con le quali le
persone comunicano con sè stesse, in modo da avere accesso a tutte le
grandi risorse che ognuno possiede, utilizzandole in pieno al servizio dei
propri obiettivi.
Non
si tratta di stabilire se anche tu puoi produrre risultati eccellenti: si
tratta di seguire la giusta strategia per ottenere ciò.
Se
qualcuno può fare qualcosa, con la giusta strategia chiunque può
imitarlo.
I
principi analizzati in questo testo sono serviti a dimostrare ai migliori
tiratori di pistola USA come sparare ancora meglio, ai migliori atleti
come aumentare ulteriormente le proprie prestazioni, ai più grandi
karateka al mondo ad eccellere ulteriormente.
La
prima cosa da analizzare è rappresentata dal sistema di credenze
di una persona. Ciò che la persona crede possibile o impossibile
determina in larga misura il risultato che riuscirà ad ottenere.
Il
secondo aspetto è relativo alla sintassi mentale dei propri
pensieri. Così come un numero di telefono corretto è composto da una
sequenza precisa di numeri, e non da numeri a casaccio, anche la nostra
comunicazione deve seguire un codice preciso.
Il
terzo aspetto si chiama fisiologia.Il modo in cui ci atteggiamo,
respiriamo, ci muoviamo determina il nostro stato d’animo, e dunque la
qualità dei nostri comportamenti.
Tutto
intorno a noi ci sono risorse straordinarie. Possiamo scegliere di
approfittarne oppure no. Questo libro esplora la seconda ipotesi.
ILPOTERE DEGLI STATI D’ANIMO
La maggior parte delle persone ha già avuto
l’esperienza di sentirsi giù di corda, di provare tristezza,
depressione, di non riuscire a combinare nulla di buono.
Probabilmente
ha anche vissuto momenti di euforia totale, provando la sensazione di
essere lanciatissimi, di avere un enorme potere personale, di essere
inarrestabili.
Come
mai si passa da un estremo all’altro, dal non riuscire a compiere gli
elementari atti vitali ad un’euforia che fa sentire inarrestabili e
permette di compiere imprese eccellenti?
La
risposta va cercata nella dimensione psicologica nella quale ci troviamo,
nello stato d’animo.
Ci
sono stati d’animo paralizzanti (paura, confusione, ansia, frustrazione)
e stati d’animo potenzianti (gioia, amore, fiducia, fede) che danno la
stura a prestazioni eccezionali.
Uno
stato d’animo può essere definito come la somma di migliaia di processi
neurologici e biochimici, coesistenti, che concorrono a formare un quadro
globale, denominato stato d’animo.
Tuttavia, gli elementi di fondo di uno stato
d’animo si possono riassumere in:
rappresentazioni interne (come i nostri sensi ci permettono di percepire il mondo
esterno)
convinzioni (le
idee che ci siamo fatte circa i fatti che viviamo)
fisiologia (gli
aspetti elettrochimici e biochimici del nostro corpo, unitamente agli
elementi legati al linguaggio non verbale).
Ciò
che viviamo, che ci accade, passa attraverso il vaglio dei nostri sensi e
delle nostre convinzioni, e viene perciò filtrato e modificato;
generalmente siamo pronti ad accogliele completamente ciò cje conferma le
nostre idee, e a rigettare ciò che le confuta. Pertanto, le nostre idee
su quali sono le esperienze che stiamo vivendo in
un dato istante sono molto simili a profezie che si autoavverano.
Pertanto,
non possiamo dire di conoscere realmente la realtà, se non per la parte
che la nostra mente ci permette di sperimentare.
LA NASCITA DELL’ECCELLENZA: FEDE
Molto
spesso si pensa alla fede in termini dottrinari; in realtà, in
un’accezione più ampia, si può interpretare come una guida, un
principio ispiratore, una passione che fornisca la direzione alla vita
delle persone.
Norman
Cousins, nel suo testo “Anatomy of an illness” fornisce un magnifico
ritratto di Pablo Casals, il famoso violoncellista. Per Casals – dice
Cousins- alzarsi alla mattina era penoso, affetto come era da una violenta
forma di artrite e da un enfisema polmonare che gli impediva una
respirazione normale.
Spesso
si trascinava al pianoforte (uno degli strumenti che suonava alla
perfezione) issandosi con grande pena sullo sgabello e posando le mani
rattrappite, con fatica, sulla tastiera.
Poi,
avveniva il miracolo: all’eccheggiare delle prime note il respiro
diventava regolare, assumeva una postura eretta, le mani iniziavano a
volare sulla tastiera e il suo corpo, totalmente dimentico dell’artrite
deformante, iniziava ad ondeggiare al ritmo della musica.
La
fede che Casals riponeva nella musica, come bene universale, faceva
miracoli.
Le
medicine a volte sono necessarie; la fede nella guarigione è
indispensabile.
La
fede impartisce un ordine diretto al sistema nervoso; quando si crede
fermamente che qualcosa sia vero, si entra automaticamente nello stato
d’animo migliore, più produttivo.
La
fede può essere sia autosabotante sia potenziante: in entrambi i casi ha
l’enorme potere di condizionare i risultati che otteniamo.
Lo
stesso Norman Cousins, affetto da una gravissima patologia, ha
sperimentato su di sè l’enorme potere della propria fede nella
possibilità di una guarigione.
Essa
consente di accedere alle proprie più ricche risorse, al proprio pieno
potenziale, utilizzandoli per il raggiungimento delle proprie mete.
La
fede aiuta a scoprire ciò che si vuole, e fornisce l’energia necessaria
a raggiungerlo.
L’effetto
placebo ne è un’eccellente conferma. Un medicamento privo di principi
attivi, somministrato a pazienti affetti da patologie anche gravi, in
presenza di salde convinzioni che il farmaco gioverà, spesso provoca la
guarigione spontanea.
Questo
enorme potere spesso sfida i modelli logici della maggior parte delle
persone, tuttavia la fede (intesa come coacervo di credenze) è la miglior
alleata dell’uomo, in quanto genera la spinta, l’energia e la
perseveranza necessarie a raggiungere qualsiasi meta, anche la più
audace.
Possono, perchè credono di potere (Virgilio)
LE 7 MENZOGNE DEL SUCCESSO:
Il mondo esperenziale nel quale viviamo è quello
che, consciamente o inconsciamente, abbiamo scelto.
Se
chiediamo la tristezza, l’avremo; se chiediamo la felicità, l’avremo.
Alcune
delle credenze maggiormente potenzianti:
·
Tutto ciò che ci serve ha uno
scopo, e possiamo servircene
·
Il fallimento non esiste,
esistono solo risultati
·
Qualsiasi cosa accada, occorre
assumersene la responsabilità
·
La gente è la nostra massima
risorsa
·
Non c’è successo duraturo
senza impegno
Oggi è necessario essere aperti ad altre possibilià
rispetto a ciò che conosciamo. Le neuroscienze hanno fatto passi da
gigante, ed hanno completamente ridisegnato la mappa di ciò che è
possibile ottenere.
La mente è il proprio luogo: può fare di un cielo un
inferno, e di un inferno un cielo (John Milton)
IL DOMINIO DELLA MENTE: COME DIRIGERE IL CERVELLO:
Di solito la gente non manca di risorse: manca della
capacità di utilizzare tali risorse.
Le
terapie psicologiche tradizionali impiegano tempi molto lunghi per
ottenere risultati. Alcune semplici informazioni sul funzionamento della
mente permettono di diventare terapeuti di sè stessi.
La
PNL (programmazione neurolinguistica) permette di cambiare i propri
sentimenti, le proprie emozioni, i propri stati d’animo, i propri
risultati in tempi rapidissimi.
Noi
strutturiamo l’esperienza del mondo attraverso i nostri cinque sensi;
attraverso di loro la percezione di quel che ci accade diventa rilevabile.
Il fatto esterno attraverso i nostri sensi, si tramuta in una cosiddetta
rappresentazione interna.
Per
migliorare le nostre prestazioni occorre, come prima cosa, cambiare le
nostre rappresentazioni interne, e la nostra fisiologia.
Nell’attività
del formare le nostre rappresentazioni interne, i canali più utilizzati
sono il visivo, l’uditivo e il cinestesico.
Questi
canali rappresentazionali descrivono la realtà al nostro cervello
attraverso le cosiddette submodalità:
·
Visive (colore, contrasto,
movimento, particolari della scena)
·
Uditive (volume del sonoro,
ritmo, cadenza, pause)
·
Cinestesiche (temperatura,
pressione, movimento, peso, forma, grana).
Cambiando le submodalità, cambia ciò che si
percepisce e mutano anche le relative emozioni.
In
questo modo diventa possibile cambiare completamente approccio alla vita,
facendo di qualsiasi evento il proprio schiavo, anzichè il proprio
padrone.
Nulla è intrinsecamente buono o cattivo; a renderlo tale
è il pensiero (William Shakespeare)
LA SINTASSI DEL SUCCESSO
Questo libro tratta soprattutto di risultati.
Descrive come raggiungere mete entusiasmanti, sia nella vita privata sia
nell’attività lavorativa.
La
differenza tra “Mario mangia l’aragosta” e “l’aragosta mangia
Mario” non è certo nelle parole utilizzate, che sono esattamente le
stesse.
La
differenza sta nella sintassi, ed è una differenza che produce
addirittura risultati opposti.
Le
persone dispongono di risorse per produrre quasi ogni risultato; la
differenza tra chi eccelle e chi no sta nella maniera nella quale le
risorse vengono adoperate; la sintassi nell’utilizzo delle proprie
risorse spesso rappresenta il discriminatore tra risultati ordinari e
risultati eccellenti.
Vi
sono strategie per il successo amoroso, sportivo, finanziario, strategie
che conducono ad una salute perfetta, strategie per raggiungere la felicità
con ciò che si ha ora.
Queste
strategie sono un pò come un pasticcere esperto che amalgama i componenti
per una torta, in determinate dosi e in una ben precisa sequenza (questa
è la sintassi della strategia). Alla fine ottiene un dolce eccellente.
E’
sufficiente usare gli stessi ingredienti per ottenere la stessa torta?
Certamente no! Tuttavia è possibile, imitando la sequenza delle azioni
eseguite dal pasticcere esperto, arrivare a produrre un dolce simile. Il
pasticcere ha impiegato anni a perfezionare la sua tecnica; imitando
esattamente la sequenza delle azioni (modellando il suo comportamento)
possiamo ottenere lo stesso risultato in pochi minuti.
Gli
elementi strutturali della sintassi di una strategia sono, ancora una
volta, i nostri cinque sensi.
Le
immissioni di informazioni, raccolte attraverso i sensi, sono di due tipi:
interne ed esterne.
Leggendo
questo e-book, avete un’esperienza visiva esterna (Ve); udendo un treno
che fischia avete un’esperienza uditiva esterna (Ue); avvertire la
consistenza del bracciolo della poltrona sulla quale siete ora seduti è
un’esperienza cinestesica esterna (Ce); provare una sensazione di calma
interiore è una sensazione cinestesica interna (Ci).
Per
elaborare la ricetta, ottenendo proprio un’ottima torta, occorre
decodificare e replicare la sintassi esatta delle azioni del pasticcere.
Per ottenere le prestazioni dei migliori, fare lo stesso con le immissioni
sensorie.
Per
esempio, per assumere a modello uno sciatore esperto, occorre:
·
Studiarne la tecnica (Ve)
·
Effettuare gli stessi movimenti
(Ce) finchè non diventano naturali (Ci)
·
Visualizzare sè stessi mentre
si compiono gli stessi movimenti (Vi)
·
Avvertire, all’interno di sè,
il plauso degli spettatori (Ui)
La sintassi pertanto diventa : Ve, Ce, Ci, Vi, Ui.
E’ questo uno dei cento modi possibili per
assumere qualcuno a modello. Ovviamente questa operazione di decodifica e
modellamento si può applicare a qualunque attività.
COME SCOPRIRE LE STRATEGIE ALTRUI
Uno dei segreti per scoprire le strategie altrui è
la consapevolezza che le persone sono disponibili a elicitarle, a parole o
con atteggiamenti paraverbali.
Tra i sistemi rappresentazionali principali
(uditivo, visivo e cinestesico) di solito uno prevale sugli altri, cioè
ha maggior peso in termini di utilizzo.
Lo scoprire quale sia è facilitato dal fare evocare
al soggetto un’esperienza vissuta.
·
Uditivo: utilizzo prevalente nel linguaggio di
termini “uditivi” ( sento, ascolto, mi suona bene); eloquio di media
velocità, attenzione alle parole utilizzate. Durante l’evocazione
dell’esperienza, pupille rivolte al centro, all’altezza degli orecchi.
·
Visivo: utilizzo prevalente di vocaboli “visivi”
(vedere soluzioni, mi è chiaro, vedo profilarsi); eloquio veloce (la
parola cerca di tener dietro al susseguirsi di immagini). Pupille rivolte
in alto.
·
Cinestesico: Prevalente utilizzo di termini quali
“cogliere, contatto, avvertire, concreto, afferrare”. Parlata lenta,
voce spesso di tono basso. Pupille rivolte in basso.
Il segreto per cogliere una strategia, e poi
utilizzarla, è porre il soggetto in uno stato pienamente associato, sia
facendogli evocare una precedente esperienza, sia facendogliela costruire.
Ciò significa che il soggetto stesso deve essere
molto coinvolto, emotivamente, nell’esperienza stessa.
E’ un pò come (nel caso del cuoco del capitolo
precedente) osservare ogni mossa, pesare ogni sostanza, registrare la
sequenza esatta di ogni attività per poi essere in grado di riprodurre
esattamente la ricetta.
Gli individui hanno strategie per tutto. Quando ci
si alza al mattino vigorosi e ottimisti, è a seguito di una precisa
strategia (conscia o inconscia); quando si compiono prodigi sportivi,
dietro c’è la relativa strategia; se si accumulano grandi quantità di
denaro, è perchè esiste una efficace strategia.
La PNL mette a disposizione delle tecnologie per
ottenere quasi ogni cosa.
FISIOLOGIA,
LA STRADA DELL’ECCELLENZA
Mente e corpo sono legati a doppio filo. I pensieri
e lo stato d’animo influenzano la fisiologia, e viceversa.
Provate a pensare ad un momento in cui la
frustrazione, il dispiacere, lo scoramento avevano preso il sopravvento.
Come percepivate il mondo? Qual era la vostra postura, il ritmo
respiratorio, la posizione delle spalle, il tono di voce?
E di contro, pensate a un momento nel quale vi siete
sentiti all’apice delle vostre risorse psicofisiche, pieni di energia e
vitalità, traboccanti di entusiasmo. Questa volta, come percepivate il
mondo? Qual era la vostra postura, il ritmo respiratorio, il tono di voce?
Cambiando le nostre rappresentazioni interne, cambia
la fisiologia e il nostro stato d’animo.
Dato che è vero anche il contrario, la nostra
fisiologia è la leva più potente per ottenere fulminei cambiamenti di
stato.
L’incontro con un cliente chiave, un esame
importante, o semplicemente un invito a cena con il proprio partner hanno
risultati completamente diversi se affrontati con uno stato d’animo
adeguato, che dia modo di accedere alle proprie migliori risorse.
Per ottenere il risultato chiamato depressione è
necessario compiere un duro lavoro: lasciare cadere le spalle, respirare
debolmente, camminare a testa bassa, ripetere a sè stesso frasi o idee
depotenzianti.
Il contrario per ottenere un risultato chiamato
euforia il lavoro da svolgere è impegnativo: bisogna drizzarsi sulla
persona, camminare in modo deciso, tenere lo sguardo in alto, respirare
profondamente, parlare a voce alta e chiara.
Trovandosi nello stato d’animo di euforia, è
impossibile avere pensieri sconfortanti, cupi, pessimistici.
Ci si troverà, viceversa, in uno stato mentale
molto produttivo, in possesso delle migliori energie e risorse, e pronti a
portarsi a casa risultati eccellenti.
Attraverso l’utilizzo della leva della fisiologia,
si può cambiare completamente il funzionamento del proprio cervello,
facilitando così enormemente il raggiungimento delle proprie mete.
ENERGIA,
IL COMBUSTIBILE DELLA MENTE
L’energia è il carburante dell’eccellenza. La
migliore e più veloce auto del mondo, se alimentata a birra, non si
sposterà di un metro.
Talvolta, in campo alimentare, manca la chiarezza su
cosa serva veramente per raggiungere i più alti livelli energetici.
Le regole che seguono forniscono le informazioni di
base per un’energia possente, indomabile.
1.
Il potere del respiro: la maniera di ossigenare l’organismo è il
primo elemento da considerare. A una circolazione sanguigna ottimale
corrisponde una vita lunga e sana
2.
Ingerire alimenti ricchi d’acqua: il 70% della superficie
terrestre è composto d’acqua e l’80% del nostro organismo pure. Gli
alimenti ricchi d’acqua concorrono a mantenere un equilibrio idrico
ottimale nel nostro corpo.
3.
Effettuare una buona combinazione di alimenti: è un fattore chiave
nella qualità dell’alimentazione. Ingerire un solo cibo asciutto a
pasto.
4.
Consumo controllato: come fare a mangiare molto? E’ semplice,
bisogna mangiare poco. Ingerendo (relativamente) poco cibo, il nostro
corpo sarà soggetto a minor usura, e si vivrà più a lungo.
5.
Consumare frutta in abbondanza: la frutta è un alimento perfetto.
Richiede una minima quantità di energia per essere assorbita, e
restituisce all’organismo il massimo di sostanze utili. Inoltre,
l’unica sostanza che alimeta il cervello è il glucosio, abbondantemente
ricavabile dalla frutta tramite il fruttosio.
6.
La leggenda delle proteine: cosa avevano in comune Pitagora,
Socrate, Platone, Aristotele, Leonardo, Newton, Voltaire, Franklin,
Edison, Schweitzer, Gandhi? Erano tutti vegetariani.
SBARAZZARSI
DELLE PASTOIE
In questo capitolo il lettore è esortato a sognare.
Se aveste la certezza di non poter fallire, cosa
vorreste fare?
Tutti hanno degli obiettivi: sperimentare più
amore, maggior felicità, avere più denaro. Tuttavia, per dar modo al
nostro biocomputer di raggiungere il massimo dell’efficacia, è
necessaria una maggior precisione della formulazione dell’obiettivo:
quanto amore in più e da chi, che tipo di felicità, quanto denaro ed
entro quando.
Dalla precisione nella formulazione dipende in
misura importante il supporto che otterremo dal nostro inconscio, per
raggiungere la meta.
Il massimo dell’efficacia da parte del nostro
biocomputer, oltre a quanto già detto, si ottiene a seguito di alcune
semplici regole:
·
Esprimere l’obiettivo con termini affermativi, per
iscritto
·
Rendere l’obiettivo facilmente misurabile
·
L’obiettivo deve essere allineato con i valori di
fondo dell’individuo
·
Descrivere che persona si desidera essere per
raggiungere l’obiettivo stabilito
·
Scrivere cosa ha impedito, fino ad oggi, il
raggiungimento
·
Stabilita la meta, fare subito il primo passo
·
Agire fino a quando l’obiettivo non sia realizzato
completamente
·
Rileggere frequentemente l’elenco dei propri
obiettivi
Seguendo queste semplici regole massimizzeremo il
supporto ottenuto dal nostro inconscio (il nostro biocomputer) ponendoci
nelle condizioni di raggiungere ogni tipo di traguardo, anche i più
ambiziosi e selvaggi.
Questo
efficace manuale si chiude con alcune ulteriori metodologie, da applicare
alla vita di ogni giorno:
·
Frustrazione: per mezzo di tecniche di Pnl, si può
governare trasformandola, e facendola lavorare al servizio del
raggiungimento delle nostre mete.
·
Timore del “no”: il timore del rifiuto, a vote,
impedisce di agire. E’ pertanto necessario sottrargli potere,
affrontando subito la situazione. Inviando al proprio sistema nervoso
messaggi positivi, occorre rietichettarne il significato, prendendolo per
quello che è: un ostacolo che si frappone tra noi e l’obiettivo che
vogliamo raggiungere.
·
Difficoltà finanziarie: con un reddito pari a
quello di qualsiasi modesto lavoratore dell’industria, ci si trova nel
15% della popolazione mondiale più benestante. Il regalare il 10% del
proprio reddito ( o un’altra percentuale a propria scelta) a chi ha più
bisogno di noi fornisce al nostro sistema nervoso messaggi di abbondanza,
che faciliteranno il raggiungimento di qualunque meta finanziaria.
Inoltre, un sentimento di gratitudine per ciò che comunque si possiede ci
fa muovere con maggior decisione nella direzione di un ancora migliore
benessere finanziario
·
Superare l’autocompiacimento: pur se soddisfatti
di ciò che si ha, attuare strategie di continuo miglioramento della
propria situazione personale, professionale e finanziaria. Così facendo,
nel tempo la crescita diventa esponenziale, permettendo a chiunque di
raggiungere mete incredibili.
·
Dare più di quello che si riceve: come quando si
pianta un seme, questa è una delle tecniche più efficaci per raccogliere
dagli altri più di quanto essi hanno ricevuto da noi.
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