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COME OTTENERE IL MEGLIO DA SE’ E DAGLI ALTRI
Come ottenere il meglio da sé e dagli altri, anche nella vendita


 


In questo testo Anthony Robbins, uno dei padri della formazione motivazionale, affronta una serie di argomenti legati principalmente all’utilizzo delle grandi risorse che ognuno possiede, ma delle quali spesso non è consapevole.

Alcune delle tecniche illustrate sono particolarmente valide se utilizzate nel settore della vendita.

In particolare, facendo appello ad una serie di tecniche che derivano direttamente dalla Programmazione Neurolinguistica, fornisce dei validi strumenti per migliorare la propria condizione psicofisica, aumentare la propria efficacia nel raggiungimento delle mete che ci si prefiggono, e contemporaneamente elevare la qualità della propria vita personale e relazionale.

Robbins rende visibile al lettore un percorso di crescita che, attraverso la consapevolezza prima e l’utilizzo di strumenti innovativi poi, lo porta ad eliminare le zavorre che ne rallentano il cammino, contemporaneamente presentando dei modelli applicativi che, se utilizzati, ne accelerano di molto il cammino verso gli obiettivi, personali e professionali, definiti.

Completano il testo alcune note informative circa il Robbins Research Institute, costituito da Robbins stesso per effettuare ricerche approfondite nel settore dell’umana eccellenza.


LA MERCE DEI RE

Questo primo capitolo è un pò la presentazione del libro. In esso Robbins delinea la struttura del testo stesso, ed enfatizza l’importanza del sapere e del saper fare, al fine dell’ottenimento di risultati eccellenti.

A differenza di ieri, oggi sono alla portata di tutti  innumerevoli fonti di informazione che consentono, a chi lo desideri, di acquisire il  knowhow più aggiornato su ogni aspetto possibile dell’esistenza umana.

E cosa potrebbe esserci di maggiormente importante per le persone che acquisire un metodo che li proietti verso il successo e verso una vita eccellente?

La comunicazione interna (con noi stessi) ed esterna (con gli altri) è un processo continuo, che porta ognuno a scambaiare informazioni con sè stesso e gli altri, in un flusso incessante di dati.

La comunicazione è potere: chi detiene questa abilità, può utilizzarla per mutare la propria esperienza del mondo e l’esperienza che il mondo ha di loro.

Chi influisce sulla vita delle persone è chi ha imparato ad utilizzare efficacemente questo strumento. Persone come Kennedy, Martin Luther King, Roosevelt, Churchill, Gandhi.

Inoltre, un elemento importante per l’ottenimento di qualunque risultato è l’azione decisa, focalizzata e coerente che permette di ottenere risultati straordinari.

In aggiunta, le emozioni che proviamo sono un potentissimo driver di comportamenti.

Oltre a ciò, il perseverare sino a che non sia raggiunto l’obiettivo è un elemento chiave del raggiungimento di qualunque meta.

La pirobazia, praticata da secoli e secoli soprattutto a fini religiosi, viene utilizzata nei seminari di crescita personale come un catalizzatore per richiamare l’attenzione delle persone sul fatto che, spesso, non si ottengono i risultati che si vorrebbero ottenere per una serie di limitazioni autoimposte. Liberandosi di questi pensieri autosabotanti l’individuo si prepara ad evolvere verso una vita eccellente.

La pirobazia diventa la metafora della crescita: se questa impossibilità è ora possibile, quante altre impossibilità presunte mi stanno inchiodando al suolo, anziche permettermi di volare alto, verso l’eccellenza?

Il successo non è frutto del caso; vi sono alcuni ingredienti essenziali:

1.      Passione – tutti coloro i quali raggiungono mete elevate, sono guidati da uno scopo esaltante, infiammante, quasi ossessivo, che le spinge a fare, a crescere, a essere sempre di più. Non c’è grandezza senza l’appassionato desiderio di essere grandi, di progredire fino all’eccellenza.

2.      Fede – la fede e le credenze di ognuno sono tra gli aspetti che distinguono chi riesce da chi fallisce. Gli individui che riescono sanno cosa vogliono, e ritengono di poterlo ottenere.

3.      Strategia – ogni grande politico, imprenditore, artista sa che non basta possedere delle abilità; occorre anche utilizzarle in maniera da massimizzarne il risultato.

4.      Chiarezza in fatto di valori – la coerenza tra i propri obiettivi e i valori di fondo che li hanno originati è uno dei più potenti propellenti per il successo, in ogni campo. Se le nostre azioni sono allineate ai valori che possediamo, diventiamo inarrestabili.

5.      Energia – può essere dinamismo imprenditoriale (Trump, Jobs) o potenza su un palco (Tina turner, Springsteen) oppure vitalità politica (Reagan, Churchill). In tutti i casi diventa una forza potente che porta gli individui a raggiungere il trionfo.

6.      Potere di legare – chi ha raggiunto il successo dispone di un’abilità particolare: il potere di istituire rapporti, di legare a sè persone di ogni tipo

7.      Dominio della comunicazione – il modo col quale comunichiamo con noi stessi e gli altri determina in larga misura la qualità delle noste esperienze.

 

 

LA DIFFERENZA CHE FA LA DIFFERENZA

Un uomo, correndo in moto sull’autostrada, per una banale distrazione, tamponò un autocarro che lo stava precedendo e, nell’urto, la benzina del serbatoio prese fuoco, avvolgendolo in un turbinio di fiamme. Quando si svegliò, in un letto di ospedale, si ritrovò con tre quarti del corpo ricoperte da terribili ustioni.

Superato questo trauma, alcuni anni dopo ebbe un incidente aereo che lo lasciò paralizzato dalla vita in giù.

Un altro uomo, un uomo di spettacolo, favolosamente ricco e di grande successo, conduceva una vita brillante all’insegna di un grande talento e con un seguito internazionale. Negli anni ’70 si dedicò al cinema, alla tv e alla musica, e anche in questi campi ottenne un successo travolgente.

Dovunque andasse, folle di persone in delirio lo osannavano.

Quale di questi due uomini preferiresti essere? Credo che sia difficile che qualcuno scelga il primo.

Tuttavia il primo, che si chiama W.Mitchell, è una delle persone più vitali, energiche, ricche e felici degli Stati Uniti. Da quando ha subito quei due incidenti gode di maggior felicità di quella che la maggior parte delle persone riesca a sperimentare nella propria vita. E’ stato persino candidato al Congresso, nonostante il suo volto sfigurato.

Il secondo individuo è uno che conoscono in molti, si chiamava John Belushi. Egli era capace di arricchire moltissime vite, non però la propria. E quando è morto, a 33 anni, dimostrava ben più della sua età. Esteriormente, nulla gli mancava; dentro aveva il vuoto assoluto.

Esempi come questi ce ne sono a centinaia.

E dunque, qual è la differenza tra chi ha e chi non ha? Tra chi può e chi non può? Tra chi fa e chi non fa?

A fare la differenza è il modo col quale percepiamo ciò che ci accade.

Quando W.Mitchell ha ricevuto l’informazione che tre quarti del suo corpo era coperto da orribili ustioni, si è trovato a dover scegliere come interpretare l’informazione stessa. Il significato dell’informazione poteva essere rappresentato da un buon motivo per abbandonarsi alla disperazione, per cessare di vivere.

Ma W.Mitchell ha deciso di comunicare a sè stesso che il significato di quell’esperienza aveva avuto uno scopo, che prima o poi gli avrebbe procurato dei vantaggi ancora maggiori per il raggiungimento del suo fine, che era quello di realizzare una grande crescita economica e differenziarsi dal resto dell’umanità.

Il risultato di questa comunicazione con sè stesso l’ha portato a elaborare credenze e valori che hanno governato il resto della sua vita in termini ottimistici, conducendolo a raggiungere mete straordinarie.

E come ha fatto Pete Strudwick a effettuare la Pike’s Peak, la più grande e impegnativa maratona al mondo, non avendo nè mani nè piedi? Ha semplicemente gestito in maniera eccellente la propria comunicazione con sè stesso: quando i suoi sensi gli inviavano segnali che in passato aveva etichettato come sofferenza, limitazione, sfinimento, non ha fatto altro che rietichettarne il significato, comunicando con il proprio sistema nervoso in una maniera che gli ha permesso di terminare la durissima prova.

La PNL (Programmazione Neurolinguistica) studia le modalità con le quali le persone comunicano con sè stesse, in modo da avere accesso a tutte le grandi risorse che ognuno possiede, utilizzandole in pieno al servizio dei propri obiettivi.

Non si tratta di stabilire se anche tu puoi produrre risultati eccellenti: si tratta di seguire la giusta strategia per ottenere ciò.

Se qualcuno può fare qualcosa, con la giusta strategia chiunque può imitarlo.

I principi analizzati in questo testo sono serviti a dimostrare ai migliori tiratori di pistola USA come sparare ancora meglio, ai migliori atleti come aumentare ulteriormente le proprie prestazioni, ai più grandi karateka al mondo ad eccellere ulteriormente.

La prima cosa da analizzare è rappresentata dal sistema di credenze di una persona. Ciò che la persona crede possibile o impossibile determina in larga misura il risultato che riuscirà ad ottenere.

Il secondo aspetto è relativo alla sintassi mentale dei propri pensieri. Così come un numero di telefono corretto è composto da una sequenza precisa di numeri, e non da numeri a casaccio, anche la nostra comunicazione deve seguire un codice preciso.

Il terzo aspetto si chiama fisiologia.Il modo in cui ci atteggiamo, respiriamo, ci muoviamo determina il nostro stato d’animo, e dunque la qualità dei nostri comportamenti.

Tutto intorno a noi ci sono risorse straordinarie. Possiamo scegliere di approfittarne oppure no. Questo libro esplora la seconda ipotesi.

 

 

ILPOTERE DEGLI STATI D’ANIMO

La maggior parte delle persone ha già avuto l’esperienza di sentirsi giù di corda, di provare tristezza, depressione, di non riuscire a combinare nulla di buono.

Probabilmente ha anche vissuto momenti di euforia totale, provando la sensazione di essere lanciatissimi, di avere un enorme potere personale, di essere inarrestabili.

Come mai si passa da un estremo all’altro, dal non riuscire a compiere gli elementari atti vitali ad un’euforia che fa sentire inarrestabili e permette di compiere imprese eccellenti?

La risposta va cercata nella dimensione psicologica nella quale ci troviamo, nello  stato d’animo.

Ci sono stati d’animo paralizzanti (paura, confusione, ansia, frustrazione) e stati d’animo potenzianti (gioia, amore, fiducia, fede) che danno la stura a prestazioni eccezionali.

Uno stato d’animo può essere definito come la somma di migliaia di processi neurologici e biochimici, coesistenti, che concorrono a formare un quadro globale, denominato stato d’animo.

Tuttavia, gli elementi di fondo di uno stato d’animo si possono riassumere in:

rappresentazioni interne (come i nostri sensi ci permettono di percepire il mondo esterno)

convinzioni (le idee che ci siamo fatte circa i fatti che viviamo)

fisiologia (gli aspetti elettrochimici e biochimici del nostro corpo, unitamente agli elementi legati al linguaggio non verbale).

Ciò che viviamo, che ci accade, passa attraverso il vaglio dei nostri sensi e delle nostre convinzioni, e viene perciò filtrato e modificato; generalmente siamo pronti ad accogliele completamente ciò cje conferma le nostre idee, e a rigettare ciò che le confuta. Pertanto, le nostre idee su quali sono le esperienze che stiamo vivendo in  un dato istante sono molto simili a profezie che si autoavverano.

Pertanto, non possiamo dire di conoscere realmente la realtà, se non per la parte che la nostra mente ci permette di sperimentare.

 

 

LA NASCITA DELL’ECCELLENZA: FEDE

Molto spesso si pensa alla fede in termini dottrinari; in realtà, in un’accezione più ampia, si può interpretare come una guida, un principio ispiratore, una passione che fornisca la direzione alla vita delle persone.

Norman Cousins, nel suo testo “Anatomy of an illness” fornisce un magnifico ritratto di Pablo Casals, il famoso violoncellista. Per Casals – dice Cousins- alzarsi alla mattina era penoso, affetto come era da una violenta forma di artrite e da un enfisema polmonare che gli impediva una respirazione normale.

Spesso si trascinava al pianoforte (uno degli strumenti che suonava alla perfezione) issandosi con grande pena sullo sgabello e posando le mani rattrappite, con fatica, sulla tastiera.

Poi, avveniva il miracolo: all’eccheggiare delle prime note il respiro diventava regolare, assumeva una postura eretta, le mani iniziavano a volare sulla tastiera e il suo corpo, totalmente dimentico dell’artrite deformante, iniziava ad ondeggiare al ritmo della musica.

La fede che Casals riponeva nella musica, come bene universale, faceva miracoli.

Le medicine a volte sono necessarie; la fede nella guarigione è indispensabile.

La fede impartisce un ordine diretto al sistema nervoso; quando si crede fermamente che qualcosa sia vero, si entra automaticamente nello stato d’animo migliore, più produttivo.

La fede può essere sia autosabotante sia potenziante: in entrambi i casi ha l’enorme potere di condizionare i risultati che otteniamo.

Lo stesso Norman Cousins, affetto da una gravissima patologia, ha sperimentato su di sè l’enorme potere della propria fede nella possibilità di una guarigione.

Essa consente di accedere alle proprie più ricche risorse, al proprio pieno potenziale, utilizzandoli per il raggiungimento delle proprie mete.

La fede aiuta a scoprire ciò che si vuole, e fornisce l’energia necessaria a raggiungerlo.

L’effetto placebo ne è un’eccellente conferma. Un medicamento privo di principi attivi, somministrato a pazienti affetti da patologie anche gravi, in presenza di salde convinzioni che il farmaco gioverà, spesso provoca la guarigione spontanea.

Questo enorme potere spesso sfida i modelli logici della maggior parte delle persone, tuttavia la fede (intesa come coacervo di credenze) è la miglior alleata dell’uomo, in quanto genera la spinta, l’energia e la perseveranza necessarie a raggiungere qualsiasi meta, anche la più audace.

Possono, perchè credono di potere (Virgilio)

 

 

LE 7 MENZOGNE DEL SUCCESSO:

Il mondo esperenziale nel quale viviamo è quello che, consciamente o inconsciamente, abbiamo scelto.

Se chiediamo la tristezza, l’avremo; se chiediamo la felicità, l’avremo.

Alcune delle credenze maggiormente potenzianti:

·         Tutto ciò che ci serve ha uno scopo, e possiamo servircene

·         Il fallimento non esiste, esistono solo risultati

·         Qualsiasi cosa accada, occorre assumersene la responsabilità

·         La gente è la nostra massima risorsa

·         Non c’è successo duraturo senza impegno

Oggi è necessario essere aperti ad altre possibilià rispetto a ciò che conosciamo. Le neuroscienze hanno fatto passi da gigante, ed hanno completamente ridisegnato la mappa di ciò che è possibile ottenere.

La mente è il proprio luogo: può fare di un cielo un inferno, e di un inferno un cielo (John Milton)

 

 

IL DOMINIO DELLA MENTE: COME DIRIGERE IL CERVELLO:

Di solito la gente non manca di risorse: manca della capacità di utilizzare tali risorse.

Le terapie psicologiche tradizionali impiegano tempi molto lunghi per ottenere risultati. Alcune semplici informazioni sul funzionamento della mente permettono di diventare terapeuti di sè stessi.

La PNL (programmazione neurolinguistica) permette di cambiare i propri sentimenti, le proprie emozioni, i propri stati d’animo, i propri risultati in tempi rapidissimi.

Noi strutturiamo l’esperienza del mondo attraverso i nostri cinque sensi; attraverso di loro la percezione di quel che ci accade diventa rilevabile. Il fatto esterno attraverso i nostri sensi, si tramuta in una cosiddetta rappresentazione interna.

Per migliorare le nostre prestazioni occorre, come prima cosa, cambiare le nostre rappresentazioni interne, e la nostra fisiologia.

Nell’attività del formare le nostre rappresentazioni interne, i canali più utilizzati sono il visivo, l’uditivo e il cinestesico.

Questi canali rappresentazionali descrivono la realtà al nostro cervello attraverso le cosiddette submodalità:

·         Visive (colore, contrasto, movimento, particolari della scena)

·         Uditive (volume del sonoro, ritmo, cadenza, pause)

·         Cinestesiche (temperatura, pressione, movimento, peso, forma, grana).

Cambiando le submodalità, cambia ciò che si percepisce e mutano anche le relative emozioni.

In questo modo diventa possibile cambiare completamente approccio alla vita, facendo di qualsiasi evento il proprio schiavo, anzichè il proprio padrone.

Nulla è intrinsecamente buono o cattivo; a renderlo tale è il pensiero (William Shakespeare)

 

 

LA SINTASSI DEL SUCCESSO

Questo libro tratta soprattutto di risultati. Descrive come raggiungere mete entusiasmanti, sia nella vita privata sia nell’attività lavorativa.

La differenza tra “Mario mangia l’aragosta” e “l’aragosta mangia Mario” non è certo nelle parole utilizzate, che sono esattamente le stesse.

La differenza sta nella sintassi, ed è una differenza che produce addirittura risultati opposti.

Le persone dispongono di risorse per produrre quasi ogni risultato; la differenza tra chi eccelle e chi no sta nella maniera nella quale le risorse vengono adoperate; la sintassi nell’utilizzo delle proprie risorse spesso rappresenta il discriminatore tra risultati ordinari e risultati eccellenti.

Vi sono strategie per il successo amoroso, sportivo, finanziario, strategie che conducono ad una salute perfetta, strategie per raggiungere la felicità con ciò che si ha ora.

Queste strategie sono un pò come un pasticcere esperto che amalgama i componenti per una torta, in determinate dosi e in una ben precisa sequenza (questa è la sintassi della strategia). Alla fine ottiene un dolce eccellente.

E’ sufficiente usare gli stessi ingredienti per ottenere la stessa torta? Certamente no! Tuttavia è possibile, imitando la sequenza delle azioni eseguite dal pasticcere esperto, arrivare a produrre un dolce simile. Il pasticcere ha impiegato anni a perfezionare la sua tecnica; imitando esattamente la sequenza delle azioni (modellando il suo comportamento) possiamo ottenere lo stesso risultato in pochi minuti.

Gli elementi strutturali della sintassi di una strategia sono, ancora una volta, i nostri cinque sensi.

Le immissioni di informazioni, raccolte attraverso i sensi, sono di due tipi: interne ed esterne.

Leggendo questo e-book, avete un’esperienza visiva esterna (Ve); udendo un treno che fischia avete un’esperienza uditiva esterna (Ue); avvertire la consistenza del bracciolo della poltrona sulla quale siete ora seduti è un’esperienza cinestesica esterna (Ce); provare una sensazione di calma interiore è una sensazione cinestesica interna (Ci).

Per elaborare la ricetta, ottenendo proprio un’ottima torta, occorre decodificare e replicare la sintassi esatta delle azioni del pasticcere. Per ottenere le prestazioni dei migliori, fare lo stesso con le immissioni sensorie.

Per esempio, per assumere a modello uno sciatore esperto, occorre:

·         Studiarne la tecnica (Ve)

·         Effettuare gli stessi movimenti (Ce) finchè non diventano naturali (Ci)

·         Visualizzare sè stessi mentre si compiono gli stessi movimenti (Vi)

·         Avvertire, all’interno di sè, il plauso degli spettatori (Ui)

La sintassi pertanto diventa : Ve, Ce, Ci, Vi, Ui.

E’ questo uno dei cento modi possibili per assumere qualcuno a modello. Ovviamente questa operazione di decodifica e modellamento si può applicare a qualunque attività.

 

 

COME SCOPRIRE LE STRATEGIE ALTRUI

Uno dei segreti per scoprire le strategie altrui è la consapevolezza che le persone sono disponibili a elicitarle, a parole o con atteggiamenti paraverbali.

Tra i sistemi rappresentazionali principali (uditivo, visivo e cinestesico) di solito uno prevale sugli altri, cioè ha maggior peso in termini di utilizzo.

Lo scoprire quale sia è facilitato dal fare evocare al soggetto un’esperienza vissuta.

·         Uditivo: utilizzo prevalente nel linguaggio di termini “uditivi” ( sento, ascolto, mi suona bene); eloquio di media velocità, attenzione alle parole utilizzate. Durante l’evocazione dell’esperienza, pupille rivolte al centro, all’altezza degli orecchi.

·         Visivo: utilizzo prevalente di vocaboli “visivi” (vedere soluzioni, mi è chiaro, vedo profilarsi); eloquio veloce (la parola cerca di tener dietro al susseguirsi di immagini). Pupille rivolte in alto.

·         Cinestesico: Prevalente utilizzo di termini quali “cogliere, contatto, avvertire, concreto, afferrare”. Parlata lenta, voce spesso di tono basso. Pupille rivolte in basso.

Il segreto per cogliere una strategia, e poi utilizzarla, è porre il soggetto in uno stato pienamente associato, sia facendogli evocare una precedente esperienza, sia facendogliela costruire.

Ciò significa che il soggetto stesso deve essere molto coinvolto, emotivamente, nell’esperienza stessa.

E’ un pò come (nel caso del cuoco del capitolo precedente) osservare ogni mossa, pesare ogni sostanza, registrare la sequenza esatta di ogni attività per poi essere in grado di riprodurre esattamente la ricetta.

Gli individui hanno strategie per tutto. Quando ci si alza al mattino vigorosi e ottimisti, è a seguito di una precisa strategia (conscia o inconscia); quando si compiono prodigi sportivi, dietro c’è la relativa strategia; se si accumulano grandi quantità di denaro, è perchè esiste una efficace strategia.

La PNL mette a disposizione delle tecnologie per ottenere quasi ogni cosa.

 

 

FISIOLOGIA, LA STRADA DELL’ECCELLENZA

Mente e corpo sono legati a doppio filo. I pensieri e lo stato d’animo influenzano la fisiologia, e viceversa.

Provate a pensare ad un momento in cui la frustrazione, il dispiacere, lo scoramento avevano preso il sopravvento. Come percepivate il mondo? Qual era la vostra postura, il ritmo respiratorio, la posizione delle spalle, il tono di voce?

E di contro, pensate a un momento nel quale vi siete sentiti all’apice delle vostre risorse psicofisiche, pieni di energia e vitalità, traboccanti di entusiasmo. Questa volta, come percepivate il mondo? Qual era la vostra postura, il ritmo respiratorio, il tono di voce?

Cambiando le nostre rappresentazioni interne, cambia la fisiologia e il nostro stato d’animo.

Dato che è vero anche il contrario, la nostra fisiologia è la leva più potente per ottenere fulminei cambiamenti di stato.

L’incontro con un cliente chiave, un esame importante, o semplicemente un invito a cena con il proprio partner hanno risultati completamente diversi se affrontati con uno stato d’animo adeguato, che dia modo di accedere alle proprie migliori risorse.

Per ottenere il risultato chiamato depressione è necessario compiere un duro lavoro: lasciare cadere le spalle, respirare debolmente, camminare a testa bassa, ripetere a sè stesso frasi o idee depotenzianti.

Il contrario per ottenere un risultato chiamato euforia il lavoro da svolgere è impegnativo: bisogna drizzarsi sulla persona, camminare in modo deciso, tenere lo sguardo in alto, respirare profondamente, parlare a voce alta e chiara.

Trovandosi nello stato d’animo di euforia, è impossibile avere pensieri sconfortanti, cupi, pessimistici.

Ci si troverà, viceversa, in uno stato mentale molto produttivo, in possesso delle migliori energie e risorse, e pronti a portarsi a casa risultati eccellenti.

Attraverso l’utilizzo della leva della fisiologia, si può cambiare completamente il funzionamento del proprio cervello, facilitando così enormemente il raggiungimento delle proprie mete.

 

 

ENERGIA, IL COMBUSTIBILE DELLA MENTE

L’energia è il carburante dell’eccellenza. La migliore e più veloce auto del mondo, se alimentata a birra, non si sposterà di un metro.

Talvolta, in campo alimentare, manca la chiarezza su cosa serva veramente per raggiungere i più alti livelli energetici.

Le regole che seguono forniscono le informazioni di base per un’energia possente, indomabile.

1.      Il potere del respiro: la maniera di ossigenare l’organismo è il primo elemento da considerare. A una circolazione sanguigna ottimale corrisponde una vita lunga e sana

2.      Ingerire alimenti ricchi d’acqua: il 70% della superficie terrestre è composto d’acqua e l’80% del nostro organismo pure. Gli alimenti ricchi d’acqua concorrono a mantenere un equilibrio idrico ottimale nel nostro corpo.

3.      Effettuare una buona combinazione di alimenti: è un fattore chiave nella qualità dell’alimentazione. Ingerire un solo cibo asciutto a pasto.

4.      Consumo controllato: come fare a mangiare molto? E’ semplice, bisogna mangiare poco. Ingerendo (relativamente) poco cibo, il nostro corpo sarà soggetto a minor usura, e si vivrà più a lungo.

5.      Consumare frutta in abbondanza: la frutta è un alimento perfetto. Richiede una minima quantità di energia per essere assorbita, e restituisce all’organismo il massimo di sostanze utili. Inoltre, l’unica sostanza che alimeta il cervello è il glucosio, abbondantemente ricavabile dalla frutta tramite il fruttosio.

6.      La leggenda delle proteine: cosa avevano in comune Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, Leonardo, Newton, Voltaire, Franklin, Edison, Schweitzer, Gandhi? Erano tutti vegetariani.

 

 

SBARAZZARSI DELLE PASTOIE

In questo capitolo il lettore è esortato a sognare.

Se aveste la certezza di non poter fallire, cosa vorreste fare?

Tutti hanno degli obiettivi: sperimentare più amore, maggior felicità, avere più denaro. Tuttavia, per dar modo al nostro biocomputer di raggiungere il massimo dell’efficacia, è necessaria una maggior precisione della formulazione dell’obiettivo: quanto amore in più e da chi, che tipo di felicità, quanto denaro ed entro quando.

Dalla precisione nella formulazione dipende in misura importante il supporto che otterremo dal nostro inconscio, per raggiungere la meta.

Il massimo dell’efficacia da parte del nostro biocomputer, oltre a quanto già detto, si ottiene a seguito di alcune semplici regole:

·         Esprimere l’obiettivo con termini affermativi, per iscritto

·         Rendere l’obiettivo facilmente misurabile

·         L’obiettivo deve essere allineato con i valori di fondo dell’individuo

·         Descrivere che persona si desidera essere per raggiungere l’obiettivo stabilito

·         Scrivere cosa ha impedito, fino ad oggi, il raggiungimento

·         Stabilita la meta, fare subito il primo passo

·         Agire fino a quando l’obiettivo non sia realizzato completamente

·         Rileggere frequentemente l’elenco dei propri obiettivi

Seguendo queste semplici regole massimizzeremo il supporto ottenuto dal nostro inconscio (il nostro biocomputer) ponendoci nelle condizioni di raggiungere ogni tipo di traguardo, anche i più ambiziosi e selvaggi.

 

Questo efficace manuale si chiude con alcune ulteriori metodologie, da applicare alla vita di ogni giorno:

·         Frustrazione: per mezzo di tecniche di Pnl, si può governare trasformandola, e facendola lavorare al servizio del raggiungimento delle nostre mete.

·         Timore del “no”: il timore del rifiuto, a vote, impedisce di agire. E’ pertanto necessario sottrargli potere, affrontando subito la situazione. Inviando al proprio sistema nervoso messaggi positivi, occorre rietichettarne il significato, prendendolo per quello che è: un ostacolo che si frappone tra noi e l’obiettivo che vogliamo raggiungere.

·         Difficoltà finanziarie: con un reddito pari a quello di qualsiasi modesto lavoratore dell’industria, ci si trova nel 15% della popolazione mondiale più benestante. Il regalare il 10% del proprio reddito ( o un’altra percentuale a propria scelta) a chi ha più bisogno di noi fornisce al nostro sistema nervoso messaggi di abbondanza, che faciliteranno il raggiungimento di qualunque meta finanziaria. Inoltre, un sentimento di gratitudine per ciò che comunque si possiede ci fa muovere con maggior decisione nella direzione di un ancora migliore benessere finanziario

·         Superare l’autocompiacimento: pur se soddisfatti di ciò che si ha, attuare strategie di continuo miglioramento della propria situazione personale, professionale e finanziaria. Così facendo, nel tempo la crescita diventa esponenziale, permettendo a chiunque di raggiungere mete incredibili.

·         Dare più di quello che si riceve: come quando si pianta un seme, questa è una delle tecniche più efficaci per raccogliere dagli altri più di quanto essi hanno ricevuto da noi.

 

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Ultimo aggiornamento Agosto 2010

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