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E'
uno dei testi che, più di altri,
si avvicina a ciò che le mie
esperienze mi indicano essere il
vero decisore d'acquisto:
l'inconscio. In realtà questo
manuale lo definisce "old brain"
(anche detto cervello
rettiliano) ma è circa la stessa
cosa.
E' credenza diffusa che le
decisioni d'acquisto siano, per
la maggior parte delle volte,
prese esaminando i pro e i
contro di un certo prodotto /
servizio ed effettuando la
selezione delle alternative in
base a certi parametri (utilità,
prezzo, durata, termini di
consegna, ...) pervenendo poi
alla decisione finale a seguito
di un processo mentale logico e
sequenziale.
In realtà la decisione
d'acquisto si forma a seguito di
un iter altamente emotivo, che
spesso ha poco a che fare con la
logica ed il raziocinio. Questo,
se per i beni di consumo e/o di
lusso è accettato (il c.d.
"acquisto d'impulso"), per altri
prodotti / servizi (beni
industriali, prodotti molto
specifici e tecnologici, servizi
sofisticati) è meno intuitivo.
Puoi trovare maggiori dettagli
su un ebook gratuito,
scaricabile da questo sito: "Tecniche
di vendita inconsce". Per
brevità, in questo articolo
sottolineo unicamente che la
decisione d'acquisto, presa
quasi sempre piuttosto
d'impulso, viene immediatamente
dopo giustificata con una serie
di argomentazioni logiche quanto
ineccepibili.
Faccio un esempio: pensiamo alla
diffusione dei beni di lusso
(abiti, orologi, vetture, ...)
che, da un punto di vista di
utilità d'uso e di rapporto
prezzo / prestazioni, per logica
sono spesso nettamente
svantaggiati rispetto ad altri
prodotti più sobri, e
cionondimeno (almeno all'interno
di certe fasce di reddito) sono
molto venduti. Sarà capitato a
molti di aver effettuato un
acquisto del genere: ebbene, se
chi si è trovato in questa
circostanza fa mente locale,
sicuramente ricorderà che
l'acquisto è stato a posteriori
giustificato con una serie di
motivi assolutamente
condivisibili (è un marchio
prestigioso e quindi affidabile,
durerà molto di più, i soldi
spesi in più all'inizio li
risparmierò dopo, ...) che
tuttavia non sono stati la vera
molla scatenante dell'acquisto.
Dopo questa lunga introduzione,
veniamo al manuale che analizza,
da un punto di vista abbastanza
originale, il processo di
acquisto, con interessanti
suggerimenti per quanto riguarda
il parallelo processo di
vendita.
Si parte dall'ovvia analisi del
cosiddetto "pain" del cliente
(chiamiamolo pure il bisogno da
soddisfare): Si passa poi al
suggerimento di modelli da
adottare per differenziare la
propria proposta rispetto ai
competitori (in pubblicità si
usa il termine "unique
selling proposition", nella
vendita si parla di "competenze
distintive") terminando
questa fase con metodologie
accattivanti di presentazione
del proprio prodotto / servizio.
Le tecniche di gestione delle
obiezioni non sono state
dimenticate: gli autori
descrivono (purtroppo non in
dettaglio come,a parer mio,
servirebbe, alcune tecniche
molto valide, per disinnescare
qualsiasi obiezione, ed
avvicinarsi all'ottenimento del
consennso.
Quest'ultimo viene presentato
parimento un pò velocemente,
seppur con importanti accenni a
tecniche efficaci (riassunto,
domanda-legge di coerenza,
ripetizione della propria
competenza distintiva, ...).
Una menzione meritano i
cosiddetti "amplificatori
d'impatto" che consentono
l'invio di messaggi
particolarmente efficaci
all'interlocutore. Si parla di
focalizzazione sui vantaggi per
l'acquirente, di utilizzo della
propria credibilità, energia,
dialettica, ed anche di
terminologia e lessico. Per
approfondire quest'ultimo punto,
puoi consultare il primo
capitolo del manuale "Le
parole segrete della vendita",
oppure
acquistare il testo
direttamente da Ibs.
Per concludere, si tratta
sicuramente di un testo
innovativo ed utile a chi
eserciti il mestiere della
vendita. Tuttavia trovo la
trattazione di alcuni argomenti
(il processo di vendita, le
varie metodologie suggerite, la
tecnica delle domande)
superficiale e quindi
difficilmente applicabile da chi
non abbia già maturato una buona
esperienza pratica. Un libro più
per esperti che per neofiti,
quindi, ma utile anche a questi
ultimi, a patto che siano
disponibili ad integrare quello
che manca con altre fonti
informative.
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