FORMAZIONE TECNICHE DI VENDITA BANALE E SOLUZIONE TROPPO VELOCE? NO ASSICURATO!

 
 

Quante volte ti è successo di visitare un cliente, farti spiegare qual è il problema, offrire la soluzione per te migliore, e sentirti rispondere di no? Probabilmente più di una volta.
Ovviamente il “no” non ti soddisfa, tuttavia non ne comprendi la ragione. Questa esperienza viefe effettuata spesso, nel corso dei miei seminari di formazione tecniche di vendita.
La cosa è nata così. Hai fissato un appuntamento con un potenziale cliente, che ha accettato di vederti perchè, probabilmente, pensa che tu sia in gado di risolvergli un problema. Per telefono ti ha anticipato qualcosa, e tu pensi di aver già individuato la soluzione giusta per lui. Sei su di giri, perchè questa è una chiusura sicura, un assegno certo.
Entri nel suo ufficio e, dopo i convenevoli di rito, il potenziale cliente passa a raccontarti nei dettagli cosa si aspetta da te. Tu, che sei un esperto della materia, consolidi l’idea di aver già pronta la soluzione che fa per lui.
Cominci a presentarla, e mentre procedi, vedi il cliente che si irrigidisce sempre più. Quando arrivi al costo, scatta il “no”. Eppure, al telefono, ti era sembrato interessato e, di persona, ti ha confermato il suo interesse.
Cosa è successo? Sei caduto in una trappola molto comune per ogni venditore: appena hai udito accennare al problema, hai presentato immediatamente la tua soluzione. Ora, in tua difesa, dirai che la tua velocità è dovuta al fatto che pensavi che quello fosse l’unico problema.
Il primo errore commesso è stato sicuramente quello di essere troppo precipitoso, e di non aver verificato meglio l’esistenza di eventuali problematiche.
In questi casi, una domanda di verifica aiuta sempre a dipanare meglio la matassa. Se avessi chiesto: “E’ questo l’unico aspetto che desidera segnalarmi, o ce ne sono altri?”.
Questa domanda aiuta il potenziale cliente a esplicitare meglio ciò che ha in mente, ed aiuta il venditore a confezionare una presentazione più allineata con i veri bisogni che gli sono espressi.
Il secondo errore è relativo al fatto che, in presenza di un problema (e quindi di una situazione di disagio per il potenziale cliente) occorre “farcelo sguazzare” un pò. Bisogna giocare un pò come fa il gatto col topo. Si può ottenere ciò utilizzando altre domande, tese a far focalizzare il prospect:
· sulle conseguenze negative per lui di una mancata soluzione: “Cosa significa ciò per lei? Quali sarebbero le conseguenze se questo problema non venisse risolto?”
· oppure sulle conseguenze positive dell’adottare velocemente una soluzione: “Che vantaggi immediati avrebbe nell’ipotesi che si riesca a risolvere ciò velocemente? E a lungo termine, cosa cambierebbe per lei?”
Il potenziale cliente non sempre è perfettamente a conoscenza di ciò che gli serve e di ciò che non gli serve; non sempre riesce a razionalizzare completamente rischi e vantaggi, costi e benefici. Il venditore abile ha anche il compito di esplorare queste aree, ed aiutare il venditore a prendere la decisione corretta.
La tecnica delle domande è lo strumento migliore che il venditore ha a disposizione per tramutare qualsiasi incontro in un incontro positivo, per sè e per il potenziale cliente. Per esplorarla a fondo, puoi consultare il manuale "Le parolesegrete della vendita", Seneca edizioni, di cui puoi scaricare gratuitamente un estratto da qui.

 

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