OBIETTIVI S.M.A.R.T.E.R. NELLA FORMAZIONE TECNICHE DI VENDITA

 
 

Nell’apprendere le moderne tecniche di vendita, un capitolo importante è rivolto a una corretta formulazione degli obiettivi.
La formazione vendita standard non sempre dà a quest’area lo spazio meritato. In realtà, la corretta formulazione di un obiettivo di vendita rappresenta le fondamenta del successo. Così come non si può arrivare in un luogo specifico senza aver deciso di andarci, non si può raggiungere un obiettivo specifico senza aver deciso di raggiungerlo.
La vendita è un mestiere che richiede sicurezza nelle proprie abilità, determinazione, persistenza, precisione, empatia, cuore, semplicità, sensibilità, estroversione. In aggiunta, richiede di possedere chiarezza su quali siano le proprie mete e gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Per sapere come hanno fatto i migliori venditori al mondo ad acquisire queste abilità.
L’obiettivo, per la mente del venditore, rappresenta la concretezza dei risultati attesi, ed il suo raggiungimento è il feedback necessario per poter festeggiare e consolidare la propria autostima e la certezza nelle proprie capacità.
Un buon obiettivo, per “lavorare” correttamente nella mente del venditore, deve soddisfare alcuni criteri. Diversamente, rischia di diventare solo un numero scritto da “qualcuno che non conosce il mercato e i clienti” (se imposto top-down dalla direzione) oppure talmente ovvio e automatico da non generare alcuna opportunità di crescita.
Esiste un metodo efficace che, nei corsi di formazione vendita che si rispettano, dovrebbe essere citato.
Questo metodo è il metodo S.M.A.R.T. Ha dalla sua vantaggi come la semplicità, l’immediatezza e l’efficacia.
Ovviamente, prima di parlare di obiettivi per il nuovo periodo il venditore dovrebbe analizzare, sia pure velocemente, i propri risultati di vendita nel periodo precedente. Ciò vuol significare rendersi conto del perchè di un certo risultato, del motivo per il quale certi clienti hanno acquistato ed altri no, dellle ragioni per le quali un certo prodotto ha raggiunto determinati volumi, e così via. Questa analisi rappresenta una base di lavoro ottimale per poter programmare le attività future.
Nel fare ciò, talvolta il venditore si “abbandona” all’utilizzo di una serie di alibi (il mercato è diventato difficile, il mio prodotto è troppo caro, la concorrenza fa più pubblicità, siamo troppo inflessibili con i pagamenti). Questi alibi deresponsabilizzano il venditore stesso, che pertanto accetta di produrre risultati scarsi, essendo poi il primo a subirne le conseguenze negative.
Viceversa, un atteggiamento maggiormente produttivo di risultati potrebbe essere: “dato che il mercato è diventato così difficile, cosa posso fare io per portarmi a casa i risultati ai quali ambisco e che merito?”
Questo atteggiamento mentale, unito alla metodologia S.M.A.R.T. E.R. di determinazione degli obiettivi, garantisce di massimizzare le possibilità di successo nella vendita.
Il buon obiettivo è bene che tenga conto di quanto segue.


· Specifico: diffidare degli obiettivi vaghi, del tipo: “il fatturato deve aumentare”, “desidero vendere a un maggior numero di clienti”, oppure “voglio incrementare i miei risultati”. Questi obiettivi difficilmente diventeranno realtà. E’ molto più efficace: “Voglio aumentare le vendite del prodotto x nel canale y”.

· Misurabile: quanto più è espresso in forma oggettiva, numerica, tanto meglio è per il suo raggiungimento. Quindi, l0biettivo del punto precedente diverrà: “Voglio aumentare del 30% le vendite del prodotto x nel canale y”. Inoltre, una determinazione numerica aiuterà nella valutazione del suo raggiungimento.

· Azioni: elencare ciò che si farà per raggiungere l’obiettivo: “Voglio aumentare del 30% le vendite del prodotto x nel canale y, mediante la promozione a presso i clienti 1 e la promozione b presso 30 nuovi clienti”.

· Realistico: evitare obiettivi “mosci” (non sono motivanti) e obiettivi irraggiungibili (sono frustranti, perchè non si raggiungeranno). Il buon obiettivo deve eccitare molto e spaventare un pò.

· Tempificato: un obiettivo senza scadenza è come un’auto senza benzina: non funziona. Una dimensione temporale agevola in molti modi: consente di spezzettare l’obiettivo di fine periodo in tanti sotto-obiettivi parziali (si anticipano eventuali correttivi se si manca il primo dei sotto-obiettivi), ci si focalizza su azioni concrete in un preciso intervallo di tempo e pertanto si diventa maggiormente efficaci, si misura meglio il raggiungimento. Inoltre, un obiettivo tempificato aiuta a mettere in atto le azioni giuste al momento giusto.

Emozionante: ciò significa che il buon obiettivo deve spaventare un pò, ed eccitare molto.

Riveduto: se interviene un fatto sostanziale che muta radicalmente la situazione di mercato, il buon obiettivo va formulato nuovamente, per adattarlo alle nuove condizioni.

Per finire, una menzione particolare merita un atteggiamento mentale che non viene quasi mai suggerito nei tradizionali corsi di formazione e di tecniche di vendita: interpretare il mancato raggiungimento dell’obiettivo alla stregua di un’informazione su come non fare più, anzichè come una mancanza di adeguatezza. Ciò permette al venditore, nella sua azione di analisi per valutare i pro e i contro, di schierarsi dalla parte della soluzione, anzichè da quella del problema.

 

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